...Ogni dubbio è bene abbia sempre una risposta...
 

       
                                    L'ENURESI INFANTILE 
 
                 
"Perchè mio figlio, a questa età, bagna ancora il letto?"
 

                    


L'enuresi notturna infantile, o pipì a letto, è un tema che spesso preoccupa e sconcerta i genitori che non sanno come comportarsi e come aiutare il proprio bambino. Per prima cosa è bene sapere che l'enuresi notturna è una situazione comune, infatti si verifica almeno 1 volta al mese nel 10% dei bambini a 6 anni e nel 5% all'età di 10 anni. Se il bambino ha meno di 6 anni, il fatto di bagnare il letto la notte si può considerare normale perchè la vescica non ha ancora raggiunto una piena maturazione nè del volume di urina che è in grado di contenere, nè dei meccanismi che permettono al bambino di controllare la fuoriuscita della pipì. Tuttavia, a partire dai 6 anni di età, l'enuresi diventa un disturbo da non sottovalutare. 
L'enuresi si può manifestare secondo due forme:

PRIMARIA in cui il bambino non ha ancora raggiunto il controllo sfinterico urinario;

SECONDARIA
in cui il bambino, dopo aver raggiunto il controllo della vescica per almeno sei mesi, ha ripreso a fare la pipì a letto. 

Purtroppo, nonostante questa situazione sia comune tra i bambini, oltre il 65% dei pazienti non viene trattato perchè il sintomo viene considerato trascurabile e si ritiene erroneamente che si risolverà col tempo. Quest'ultimo è un atteggiamento altamente sconsigliato dalla comunità medica perchè può portare a seri problemi di autostima nel bambino. 


QUANDO INIZIARE A FARE QUALCOSA?

Come detto sopra, l'enuresi diventa un problema dopo i 5 anni e l'età più giusta per prendere in considerazione un trattamento è attorno ai 6 anni
Può essere opportuno ricorrere al trattamento anche per quel bambino che, pur non presentando il problema frequentemente, avverte un significativo disagio soggettivo e una compromissione delle normali attività di socializzazione. Il fine infatti è quello di permettergli di condurre una vita normale affinchè non debba per esempio rinunciare ad occasioni quali campeggi, gite scolastiche, soggiorni in casa di amici, ma soprattutto evitare che in lui possa radicarsi un profondo disagio psicologico. 


COME INTERVENIRE?

Va detto che l'enuresi notturna è un problema che può essere risolto con l'aiuto di una persona esperta come il pediatra e lo psicologo.
A livello farmacologico si può intervenire con antidepressivi o desmopressina (analogo dell'ormone antidiuretico). In questi casi il trattamento non può durare più di 3 mesi; perciò, quando si nota che i farmaci dopo il periodo di sospensione non procurano l'effetto desiderato e la pipì si ripresenta, è bene intervenire con altre modalità. 
L'intervento comportamentale, ad esempio, richiede un tempo un pò più lungo rispetto a quello farmacologico, ma permette di mantenere a lungo termine i risultati raggiunti. L'obiettivo di tale intervento è quello di agire concretamente sul comportamento del bambino, utilizzando un sistema di incentivi che lo diriga verso l'acquisizione del comportamento desiderato (autocontrollo, autonomia, uso della toilette) e l'eliminazione di quello indesiderato (bagnare il letto). A ciò si accompagna un intervento psicoeducazionale attraverso l'individuazione dei comportamenti più adeguati, da parte della famiglia, in risposta a questa particolare espressione del disagio e un intervento psicoemozionale attraverso attività ludico-immaginative in cui il bambino possa esprimere liberamente le proprie emozioni (ansie, paure, sentimenti di vergogna) per evitare che possa instaurarsi in lui un atteggiamento errato nei confronti del problema, connotato da eccessiva apprensione e/o colpevolizzazione. 


...pertanto è possibile affrontare serenamente e con successo, con l'aiuto di un esperto e assieme a tutta la famiglia, questo problema così comune.


 

Si riceve previo appuntamento contattandomi ai seguenti recapiti:

cell.347.8653725
claudia.morandelli@hotmail.it

  Site Map